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il lookbook 2023 di Ita Airways

L’importanza della divisa da lavoro nell’immagine del brand – Il Lookbook di Ita Airways

Ita Airways pubblica il nuovo lookbook 2023 per piloti, hostess e steward: una guida dettagliata sull’aspetto da mantenere in servizio.

Oltre a disciplinare la divisa da lavoro (che va indossata esclusivamente sul posto di lavoro o lungo i tragitti di andata e ritorno dal lavoro), le indicazioni contenute nel documento regolano tutti gli altri aspetti del look: gli accessori consentiti (massimo due anelli; orecchini sobri solo per le donne; occhiali da sole dallo stile non vistoso, solo neri o blu; ecc.), la lunghezza e lo stile della barba, l’acconciatura ed il colore dei capelli, i tatuaggi (che sono consentiti solo se non visibili) e persino i comportamenti (no fumo, no braccia conserte, no masticare la gomma, ecc.)


L’accuratezza con cui viene definito come i dipendenti devono curare il proprio aspetto, è un esempio lampante dell’importanza che il personale di un’azienda ha nel trasmettere l’immagine aziendale ai clienti.

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Se questo, generalmente parlando, è vero per tutte le aziende (leggi: Perché la scelta della divisa non dovrebbe essere un fattore di gusto personale), lo è in maniera particolare per le compagnie aeree. Sin dagli albori del trasporto aereo commerciale, la figura dell’assistente di volo è stato veicolo principale dell’immagine della compagnia.

Le hostess di volo hanno rappresentato il volto della compagnia aerea per molti anni e, in certa misura, questa tendenza perdura anche oggi.

Perché? In primis il rischio di urtare la sensibilità etica e/o religiosa di passeggeri internazionali (che potrebbero sentirsi intimiditi da un assistente di volo con tatuaggi molto vistosi o piercing facciali).

Per questo motivo le compagnie aeree nazionali hanno regole di look meno rigide.

"Le nostre uniformi non sono abiti da lavoro: sono un modo per portare nel mondo lo stile"

Nel 2019 Air New Zeland (compagnia di bandiera della Nuova Zelanda) è la prima compagnia aerea al mondo a consentire al suo personale di avere tatuaggi visibili sul corpo, persino sul volto.

Non molto tempo dopo, nel 2021, Air Canada su pressione dei sindacati permette al proprio personale di avere tatuaggi (con l’eccezione di messaggi razzisti, discriminatori o inappropriati) e piercing visibili (con la sola esclusione dei dilatatori ai lobi).

Segue Virgin Atlantic (compagnia Britannica) nel 2022.

Qualcosa sta cambiando. La divisa da lavoro rimane una componente essenziale per identificare la figura professionale e l’appartenenza ad un brand, ma altri aspetti visivi della persona passano in secondo piano. Forse per stare al passo coi tempi, forse un po’… per forza.

Basti pensare che circa il 38% degli inglesi tra i 25 e i 54 anni ha almeno un tatuaggio.

Il 55% dei trentenni americani nel 2015 era tatuato. Le nuove generazioni dei paesi occidentali sono inoltre sempre più attente all’espressione personale e a rispettare quella degli altri.

Fino a che punto una compagnia dovrebbe disciplinare l’aspetto dei propri dipendenti?

Probabilmente non esiste una risposta unica, poiché tutto dipende da che tipo di valori il brand vuole comunicare.

In ogni caso Bolzonella Divise si sente di consigliare divise da lavoro professionali, ma soprattutto di qualità e comode da indossare tutto il giorno!

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